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Cavitazione: il rumore che non dovrebbe esserci mai

11/09/2026 | News

Copertina dell'articolo 'La Cavitazione, il rumore che non dovrebbe esistere mai': a destra, primo piano di una girante di pompa centrifuga fortemente corrosa e danneggiata da cavitazione, con evidenti erosioni e ossidazione sulla superficie metallica. A sinistra, sfondo blu con icone tecniche di componenti idraulici e logo FGS Fluid Global Solutions.

Quando un fastidio acustico nasconde un margine di sicurezza che si sta esaurendo

I sistemi di pompaggio rappresentano circa il 20% della domanda elettrica mondiale, con punte, in alcune applicazioni industriali, che superano il 50% dei consumi dell’intero impianto. Un numero che rende chiaro perché ogni inefficienza, anche piccola, abbia un impatto concreto sui costi — e le pompe centrifughe, essendo la tipologia più diffusa in ambito industriale, rappresentano una quota rilevante di questo consumo.

Nel nostro ultimo approfondimento abbiamo parlato di giranti: forma, materiali, criteri di scelta. Ma anche la girante meglio progettata può funzionare male — o addirittura danneggiarsi — se le condizioni di aspirazione della pompa non sono corrette. La cavitazione è uno dei fenomeni più probabili, e chi lavora con impianti di pompaggio la riconosce spesso prima ancora di saperla definire.

In questo articolo vediamo cos’è la cavitazione, che cosa significa il termine NPSH che la governa e, soprattutto, come riconoscerla e prevenirla prima che diventi un problema costoso.

Immaginiamo del liquido che scorre in una tubazione di aspirazione verso una pompa. Se lungo il percorso la pressione scende troppo, si crea un effetto di “ebollizione” (anche a temperatura ambiente): si formano piccole bolle di vapore che, non appena raggiungono zone a pressione più alta all’interno della pompa, collassano improvvisamente. Questo collasso è la cavitazione; un fenomeno che genera micro-impatti capaci, nel tempo, di erodere la girante e le altre parti interne della pompa.

Il margine che determina se ciò accade ha un nome: NPSH (Net Positive Suction Head). Da un lato, l’NPSH disponibile — la pressione che l’impianto riesce davvero a garantire in ingresso. Dall’altro, l’NPSH richiesto — il minimo che la pompa pretende per non cavitare. La regola è semplice da dire, meno da rispettare sempre: il disponibile deve superare il richiesto, con un margine di sicurezza. Anche una piccola riduzione di quel margine si traduce in una perdita di efficienza reale, con un impatto diretto sui consumi energetici.

I segnali che preannunciano l’insorgere del fenomeno sono chiari e inconfondibili. Il più tipico è acustico: un rumore simile a sassolini che scorrono nella tubazione, spesso accompagnato da vibrazioni anomale. A questo si aggiungono cali di portata o pressione apparentemente inspiegabili, e un aumento dei consumi a parità di condizioni operative.

Le cause più comuni, dal punto di vista impiantistico:

  • tubazione di aspirazione sottodimensionata o troppo lunga;
  • altezza di aspirazione eccessiva rispetto al progetto;
  • fluido più caldo del previsto (la temperatura influenza direttamente l’NPSH disponibile);
  • valvole parzialmente chiuse o ostruzioni che riducono la pressione d’ingresso.

Se il problema non viene individuato e corretto, può trasformare un “rumore fastidioso” in un fermo impianto non programmato, con costi ben superiori a quelli di una verifica preventiva.

Criteri di selezione pratici

La prevenzione si gioca in due momenti: nella scelta iniziale della pompa e nel monitoraggio dell’impianto nel tempo. In fase di selezione, alcune domande fanno la differenza: qual è l’NPSH richiesto nelle condizioni operative previste? È stata fornita una curva di funzionamento anche per i carichi parziali o di punta, non solo per il punto nominale?

Anche un impianto ben progettato può presentare problemi nel tempo: modifiche alle tubazioni, cambi di fluido, aumenti di portata possono alterare l’NPSH disponibile senza che nessuno se ne accorga, fino alla comparsa dei primi sintomi. È qui che un supporto tecnico esterno fa la differenza. FGS affronta il problema con un percorso in tre fasi:

  1. Diagnosi — verifica delle condizioni reali dell’impianto e individuazione delle cause della cavitazione (o del rischio potenziale);
  2. Selezione — se serve una pompa nuova, scelta della soluzione più adatta, con margine NPSH corretto;
  3. Revamping — se il problema riguarda un impianto esistente, intervento mirato senza necessariamente sostituire l’intero sistema.

Se riconosci uno di questi segnali nel tuo impianto, contattaci: il nostro team può analizzare la situazione e proporre la soluzione più adatta.

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